Cambiamento: da introverso a manager

In Storie by Redazione

Perché i sogni rimangono nel cassetto
Vittorio lavora nella sua azienda già da alcuni anni. Si trova bene ma non è soddisfatto. Vittorio è sovrappeso e ciò lo mette a disagio. Vittorio è timido e pauroso. Lui sa tutte queste cose e per questo motivo i suoi sogni sono quello di tornare in forma, di fare qualcosa di folle per una volta nella vita, in particolare vorrebbe provare a fare paracadutismo e infine, più di ogni altra cosa, vorrebbe poter gestire un proprio team al lavoro.
Vittorio pensa che rimettendosi in forma ci guadagnerà in salute e in stima di sé, aiutandolo nei rapporti interpersonali, nei quali è sempre stato una frana. Anche decidersi a provare a lanciarsi col paracadute potrebbe essere un ottimo modo per lasciarsi andare, per mettere alla prova se stesso, per staccare dalla routine e fare cose nuove.

Il grande sogno è però quello di poter crescere nella sua azienda assumendo un ruolo di responsabilità.
Diventare manager gli darebbe la possibilità di realizzare qualcosa di grande. Potrebbe aiutare gli altri a migliorarsi e potrebbe migliorare se stesso. Avrebbe anche la soddisfazione personale di far tacere le persone che non credono in lui.
Vittorio sogna, ma i suoi sogni non si realizzano. Vittorio la sera è troppo stanco per andare in palestra e troppo stressato per riuscire a non sfogarsi col cibo. Poi la palestra è noiosa, costa, è lontana… Anche lanciarsi col paracadute non è fattibile, troppo costoso, troppo difficile, non sa nemmeno da che parte cominciare. E poi fa anche troppa paura. Per non parlare poi della possibilità di promozione. I colleghi non lo ascoltano, non lo capiscono, non sono fidati. E a pensarci bene Vittorio non ha nemmeno le competenze necessarie, non è all’altezza del ruolo che sogna.

E’ ora di agire, cosa cambia con il metodo DREAMS
Un giorno il capo di Vittorio è entrato nell’ufficio e ha annunciato di aver deciso di investire nella formazione dei dipendenti e che il primo corso da lui acquistato doveva obbligatoriamente essere frequentato da tutto l’ufficio. Vittorio non era particolarmente entusiasta all’idea, ma si è ricreduto.
Una delle frasi che più lo ha colpito durante le giornate di formazione è stata questa: “Le emozioni sono create dalle azioni. Sii folle per una volta tanto nella vita.” Quanto ha sempre desiderato essere folle senza mai esserlo, ma era giunto il momento di cambiare. Ora ha la forza per cambiare. Al corso ha imparato che il cambiamento è una delle certezze della vita: ogni 27 mesi cambiamo completamente la pelle, cambiamo continuamente, ma senza rendercene conto, senza esserne protagonisti. Il problema è che spesso cambiamo in peggio. Ma non siamo nati così, siamo nati per diventare un capolavoro!
Questo insegnamento, assieme alle altre preziose lezioni ricevute, hanno lasciato il segno su Vittorio. Ha imparato a chiudere gli occhi e a far viaggiare il sogno attraverso le sue cellule. Quelle che tutti i giorni, attraverso miliardi di reazioni, ti fanno vivere, correre, cantare, amare, piangere, ridere. Lui ha imparato a immaginare il sogno mentre attraversa le sue cellule partendo dalla testa, scendendo nel tuo collo, attraversando tutto il corpo fino ai piedi. Ad ascoltare i suoni, visualizzare i colori, gustare le sensazioni che la musica fa provare mentre i sogni viaggiano attraverso il tuo corpo.

C’è sempre un lieto fine, se lo decidi tu
L’allenamento quotidiano all’atteggiamento positivo ha spronato Vittorio a prendersi finalmente cura del proprio corpo e a tornare nel suo peso forma. E ha trovato il coraggio di essere folle e ora tutti i week end va a lanciarsi col suo bel paracadute colorato. E poi ha scoperto il deltaplano e non può più fare a meno di volare, libero nel cielo, ogni volta che può.
E l’ufficio? Innanzitutto Vittorio si è impegnato per acquisire le competenze che gli mancavano, anche grazie al capo che ha continuato a investire nella formazione dei dipendenti.
Ha imparato a fare tesoro della sua esperienza e a imparare da quella degli altri. Perché poi, a pensarci bene, non erano i colleghi a essere infidi e a non capire, era lui che non sapeva esprimersi, che stava troppo per conto suo. E soprattutto era lui a non saper risolvere i problemi, a non vedere oltre il suo naso. E come si fa a voler dirigere altre persone se non sei in grado di apportare soluzioni ma solo quesiti? Ma Vittorio ha aperto la sua mente, ha imparato a dirigere i suoi pensieri nella direzione corretta. Vittorio ha capito che se non c’è soluzione non c’è problema, perché per definizione un problema ha sempre almeno una soluzione.

Storie tratte da casi reali di persone che hanno partecipato al corso Dreams di Davide Malaguti.