Come affrontare il senso di colpa: i consigli di Davide Malaguti

In Crescita Personale by Redazione

Davide, in questi giorni sul nostro blog, abbiamo parlato di come superare il senso di colpa, che così spesso influenza le nostre scelte e la nostra vita.
Ci hanno scritto in tanti, chiedendoci consigli pratici: il senso di colpa è evidentemente un problema davvero trasversale.

Cosa ne pensi?
“ Effettivamente, è molto difficile esserne immuni. Ogni scelta comporta un possibile errore, una possibile rinuncia, il preferire una strada rispetto ad un’altra. Penso ad esempio alla conciliazione vita lavorativa e vita famigliare, oppure al mantenimento delle relazioni con i propri amici, o i propri genitori.

Io credo che il senso di colpa però non sia inevitabile, credo che debba essere trasformato, ragionato.
Se tu vivi qualcosa con senso di colpa, non potrai sprigionare le energie necessarie per fare le cose bellissime che sei in grado di fare.

Per questo, io non parlo mai di senso di colpa. Preferisco parlare di “scelta”. Noi dobbiamo fare le cose che ci danno energia.  Dobbiamo scegliere.

E una volta effettuata questa scelta,  dobbiamo essere serenamente consapevoli di quello che guadagniamo e di quello che lasciamo indietro. Una cosa è certa: crogiolarsi nei sensi di colpa non porta nulla di buono.

“ e si ci accorgiamo di aver  fatto la scelta sbagliata?”
Come ti ho già detto, io non parlo mai di colpa, parlo di errore.
Quando fai un errore devi decidere di cambiare e provare a fare cose diverse. Forse ci ricadrai, ma lo farai sempre meno. L’errore lo devi tramutare in cambiamento.  Non in colpa. Noi siamo essere umani, non siamo esseri perfetti. Non possiamo evitare gli errori.
Ma la nostra preoccupazione deve essere quella di FARE BENE, non quella di non fare errori. Ti sembra la stessa cosa? Eppure non è così: le parole sono importanti. È importante usare parole che risolvono. Il tuo cervello agisce seguendo il tuo linguaggio.

L’importante è avere un approccio reattivo all’errore

“puoi spiegarci meglio? Quale è l’approccio proattivo all’errore?”
È quello di riconoscerlo all’istante, di correggerlo, e di trarne un insegnamento. Non riconoscere  un errore, non correggerlo, non imparare da esso fa imboccare la strada dell’autoinganno, dell’auto-giustificazione,  degli alibi, dei sensi di colpa, insomma dell’AUTOSABOTAGGIO.

Se una vipera mi morde, è inutile che stia a cercare la vipera per ucciderla.  Il veleno sta invadendo il mio corpo. È inutile che ragioni sul perché mi ha morso, su dove era nascosta e sul perché è successo, su di chi è la colpa. Devo prendere il siero anti veleno e devo iniettarmelo

Quando le persone proattive commettono un errore, non solo lo riconoscono come tale, ma cercano anche di correggerlo. E lo fanno velocemente.

Tanto rimaniamo reattivi quanto i nostri risultati stenteranno a riprendere.
Tanto saremo veloci a comprendere che siamo stati noi al 100% a generare quei risultati negativi, quanto saremo capaci di invertire il percorso e riprendere l’ascesa. 

In sostanza significa che non esiste un “momento giusto” per fare una certa azione, per porre rimedio a una situazione. Quando le cose non stanno andando come tu vorresti, quando c’è qualcosa che ti da soffrire,  più veloce sarai ad ammettere che stai sbagliando qualcosa, tanto più ne guadagnerai. Ne guadagnerai in salute, in forma fisica e mentale, in serenità e perché no, anche in denaro.”