Incomunicabilità genitori figli: le 3 regole d’oro dell’ascolto attivo

In Comunicazione efficace by Redazione

Incomunicabilità genitori figli, nella fase adolescenziale è praticamente una regola.
Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è molto delicato, il tentativo di stabilire un dialogo costruttivo tra genitore e figlio spesso fallisce.
Il figlio pretende un’autonomia totale nelle scelte che spesso il genitore non può accordare, considerata l’inesperienza e la vulnerabilità dell’età.
E’ il tempo dei compromessi e per riuscire a comunicare in modo costruttivo è necessario adottare alcune tecniche utili ad evitare un rifiuto categorico alle regole.

E’ proprio il genitore che deve fare un passo indietro e mettersi nei panni del figlio.
Capire le preoccupazioni che generano certe situazioni, che per un genitore possono essere banali o superficiali, è il primo passo per non sminuirli.
E’ un esercizio indispensabile, per capire i disagi che vivono i ragazzi in un’età di trasformazione, in cui però i genitori sono comunque dei punti di riferimento.

1) Ascoltare (ascolto attivo)

Cerca l’occasione giusta per creare un dialogo e presta la massima attenzione a quello che sta dicendo tuo figlio.
Non far prevalere il tuo “pregiudizio” verso quello che sta raccontando.
Fai domande per capire bene i sentimenti che lo animano, dimostra massimo rispetto per le sue opinioni.  Lascialo esprimere liberamente, non interromperlo con le tue argomentazioni, aspetta il tuo turno.
L’ascolto attivo si basa sul rispetto e la comprensione.
Se tu per primo ti dimostri attento alle regole del dialogo, anche lui imparerà a rispettarle.
Quando tocca a te esprimere il tuo parere, parla chiaramente e prometti che lo aiuterai a trovare una soluzione.
Si trasmettono così valori e principi, inoltre se ti confidi abitualmente con tuo figlio, lo rendi partecipe anche dei tuoi problemi, questi molto più facilmente si confiderà con te.

2) Non svalutare i sentimenti 

Capire il punto di vista dei figli, anche se non condividiamo la loro posizione,  è per loro il segnale più chiaro che siamo pronti ad aiutarli.  La reazione dei ragazzi è spesso sproporzionata rispetto l’accaduto. E’ tipico dell’età. Non troncarli dicendo loro che sono “stupidaggini”.
Parla con naturalezza e affetto, senza arrabbiarti.

3) Risolvere i problemi insieme

Gli adolescenti spesso fanno cose stravaganti. Perché lo fanno?
Per attirare l’attenzione. L’importante è parlarne con loro in modo tranquillo e ricordarsi sempre le regole dell’ascolto attivo.
Non possiamo risolvere i loro problemi, non possiamo sostituirci a loro.
I problemi si risolvono insieme, senza mettere in primo piano il ruolo di genitore.
L’ascolto attivo aiuta i figli a prendere coscienza dei propri sentimenti, ad avere meno paura delle emozioni negative, promuove l’intimità tra genitori e figli, facilita nel figlio il processo di risoluzione dei problemi, rende il figlio più ricettivo rispetto alle idee e opinioni dei genitori perché si sente rispettato e tenuto in considerazione come “persona pensante” e non solo “ubbidiente” 🙂

 
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