È meglio il diavolo che conosci

In Crescita Personale by Redazione

Vi è mai capitato tra i vostri amici qualcuno che si lamentasse continuamente del suo lavoro, del capo, dei colleghi?
Di norma, tutti hanno avuto un amico così.

La domanda interessante è: questa persona tenta di migliorare il rapporto con il capo? Oppure – se la situazione non è recuperabile – manda costantemente il suo cv ad altre aziende? Frequenta corsi per migliorar la sua posizione? Fa colloqui?

Molte volte la risposta è NO.
Si lamenta e basta. Non fa niente per cambiare.

Gli inglesi dicono “Better the devil you know”.

È meglio il diavolo che conosci.

Significa che in tante occasioni preferiamo restare in una situazione negativa che però conosciamo molto bene piuttosto che rischiare e affrontare l’incertezza del cambiamento.

Questa è la trappola della zona di comfort, ovvero quella “condizione mentale nella quale una persona prova un senso di familiarità, si sente a suo agio e nel pieno controllo della situazione, senza sperimentare alcuna forma di stress e ansia
(definizione di wikipedia)

I pericoli della zona di comfort

Se la zona di comfort è già pericolosa quando non ci sono problemi, perché limita comunque il nostro miglioramento e non ci rende protagonisti del nostro cambiamento, la questione è ancora più gravosa quando ci adagiamo nel disagio, semplicemente perché ormai è uno status a noi familiare, che non richiede sforzi aggiuntivi.

A volte cioè possiamo restare bloccati in situazioni che non ci piacciono solo perché ci sono familiari. Ecco quindi l’esempio tipico del lavoro: ritrovarsi a svolgere un incarico che non ci piace e non fare niente per cercare di cambiare. Per paura, per insicurezza, perché mancano il coraggio e le energie per guidare il cambiamento. Lo stesso può succedere – con implicazioni ancora più profonde – nei rapporti di coppia, o nelle amicizie, quando si preferisce essere scontenti piuttosto che soli o piuttosto che cercare nuovi rapporti.

Esci dalla zona di comfort

Essere preoccupati, depressi, scontenti possono diventare il nostro modo di essere, la nostra comfort zone. Si può arrivare ad avere paura di provare emozioni positive perché ci fanno sentire strani, ci disorientano.

Diventa chiaro dunque che uscire dalla propria zona di comfort è INDISPENSABILE quando questa è in realtà una gabbia che ci tiene inchiodati nella sofferenza, perché non troviamo il coraggio di affrontare l’ignoto.

Una volta passata questa fase, sarà ancora più bello guardarsi indietro a ricordare tutte le cose che siamo riusciti a imparare e gli ostacoli che abbiamo superato.