NOMOFOBIA: 3 STRATEGIE PER LIBERARSI DALLA DIPENDENZA DA SMARTPHONE

In Crescita Personale by Redazione

Se fossi costretto a scegliere tra un osso rotto o il cellulare rotto?
La risposta sembra facile e scontata, eppure…

I responsi a tale quesito, estrapolato dalla ricerca del professor Adam Alter del Dipartimento di Psicologia della New York University, gettano una luce inquietante sul nostro rapporto con i device mobili: il 46% preferisce infatti l’osso rotto, e anche il 54% che invece ha scelto di sacrificare il proprio telefono, lo fa a malincuore.

La diffusione di massa degli smartphone sta generando una serie di disturbi che vengono classificati dagli specialisti come vere e proprie malattie mentali.
Il termine “nomofobia” deriva dall’abbreviazione inglese di “no mobile phone“ e indica il terrore di rimanere scollegati dal contatto con la rete di telefonia mobile.

Se pensi che questo problema non riguardi te, prova a fare un’analisi sincera con te stesso dando un’occhiata ai sintomi elencati qui di seguito:

  • Hai sempre con te caricabatterie e/o powerbank
  • Controlli con grande frequenza il cellulare per vedere se hai ricevuto messaggi o chiamate
  • Sei convinto di sentire vibrazioni o suoni di notifiche quando hai il cellulare in tasca o nella borsa
  • Controlli costantemente il livello della batteria
  • Se hai un abbonamento ricaricabile, ti assicuri che ci sia sempre credito disponibile
  • Hai più di un dispositivo e/o hai dato ad amici e familiari un numero alternativo per essere contattato in caso di furto, rottura o perdita del telefono
  • Tieni il cellulare sempre acceso, anche di notte
  • Porti il cellulare con te anche in bagno
  • Vai nel panico se non riesci a trovare lo smartphone, anche per un attimo
  • Fai di tutto per trovare campo nei luoghi dove la ricezione è scarsa

Quanti ne hai collezionati? Sii sincero… e se anche hai appena scoperto di essere un nomofobico al 100%, non disperare: ti proponiamo qui 3 strategie estremamente pratiche e basate sui più recenti studi scientifici per liberarti dalla dipendenza da smartphone.

1. LAVORA SUL TUO VOCABOLARIO MENTALE: ‘VOGLIO’ E NON ‘DEVO’
È capitato ad ognuno di noi di rendersi conto di stare utilizzando il cellulare decisamente troppo.
Iniziamo quindi a dirci frasi del tipo “Devo smetterla di controllarlo”, “Non devo più usarlo prima di andare a dormire”, “Devo giocare meno col cellulare quando studio/lavoro”…
Usare il verbo “dovere” per motivarci a fare qualcosa però ottiene l’effetto contrario: non amiamo fare quello che ci viene imposto, anche se ad imporlo siamo noi stessi.
La motivazione nasce da una scelta: la prossima volta che ti ritrovi ad abusare del tuo cellulare, prova a cambiare il tuo linguaggio mentale e utilizza frasi come “Voglio smettere di controllare lo smartphone ora“, “Non voglio usare il cellulare prima di andare a dormire, non sono quel tipo di persona”, “Voglio giocare meno con il cellulare quando studio/lavoro”.
Può sembrare un cambiamento microscopico, ma può avere risultati sorprendenti (e non funziona solo con la nomofobia).

2. LONTANO DAGLI OCCHI, LONTANO DAL CUORE
Conosci questo famoso detto?
Una strategia molto efficace per combattere la dipendenza da cellulare è anche una delle più semplici: quando non hai necessità di utilizzare il tuo cellulare (nel 99% dei casi, per lo più), mettilo in un posto che non sia a portata di mano. Un cassetto, la tasca della giacca o della borsa, un’altra stanza… basta non tenerlo di fianco a te sulla scrivania mentre studi o lavori.
Il modo più efficace per eliminare una cattiva abitudine infatti, non è fare leva sulla nostra forza di volontà – che purtroppo è limitata – ma saper sfruttare a nostro favore i limiti esterni.

3. DATTI UNA REGOLA(TA)
Ti sarà sicuramente capitato di decidere di dare una controllatina allo smartphone “solo un minuto” e poi cadere in una spirale di notifiche, newsfeed, app, messaggi e giochini fantasiosi ma per lo più inutili, in cui le ore passano senza che tu te ne accorga.
Questo fenomeno si chiama “ciclo ludico” e fa entrare la nostra mente in una sorta di trance in cui continua a ripetere attività che creano dipendenza grazie al rilascio di dopamina. Solo quando raggiungiamo la nausea da saturazione ci risvegliamo da questo torpore tecnologico, ma spesso sono passate ore e magari abbiamo procrastinato delle attività che invece avrebbero davvero contribuito alla realizzazione dei nostri sogni.
In questi casi, il metodo più efficace per uscire da questo circolo vizioso è quello di stabilire prima quanto tempo dedicare a tale distrazione, impostando un timer prima di iniziare il “festival delle notifiche”.