Come trasformarsi da reattivi a proattivi

Proattivo o reattivo? Risolvi i problemi senza subirli

In Crescita Personale, Sviluppo Manageriale by Redazione

Proattivo o reattivo? Che differenza c’è?

La differenza consiste nell’approccio che adotti in una situazione problematica: la tua reazione sarà proattiva o reattiva. Sempre. Davanti ad un problema da risolvere l’accoppiata pensiero-azione può seguire solo due percorsi:

A) “Non posso farci niente. Non dipende da me.” (PENSIERO)

Non faccio nulla, aspetto che siano altri a prendere una decisione. (AZIONE).

B) “Consideriamo bene le alternative. Mi assumo la responsabilità. ” (PENSIERO)

Agisco. Cerco di applicare la soluzione migliore che ho pensato. (AZIONE).

A) ha adottato un approccio reattivo: è  focalizzato sul problema; la colpa è degli altri e delle circostanze. Non ha controllo o pensa comunque di non poter incidere.

B) agisce proattivamente: è concentrato sullo sforzo, sulla soluzione. E’ consapevole di poter incidere sui fattori che hanno creato il problema e tenta di risolverlo.

Non si nasce proattivi o reattivi. L’ambiente nel quale cresciamo ed evolviamo ci porta inconsciamente verso una direzione o l’altra. Essere proattivi è un allenamento che richiede alla nostra mente di fare un cambio di prospettiva importante.

“Proattività è un termine coniato da Stephen Covey, l’autore del best seller I 7 pilastri del successo” spiega Davide Malaguti, formatore e coach votato da sempre al pensiero proattivo.

La reattività è pensare che qualsiasi problema tu stia avendo lo abbiano generato gli altri. La proattività è pensare che qualsiasi problema tu stia avendo lo abbia generato TU. “Sono IO che – in un modo o in un altro – ho creato quei problemi che sto sperimentando, e sono solo io che posso trovare una soluzione efficace.

D’altro canto, reattività è anche pensare che qualsiasi insuccesso tu stia avendo lo abbiano generato gli altri o la sfortuna. Proattività è pensare che qualsiasi successo tu stia avendo lo abbia generato TU.

In definitiva, il comportamento reattivo è di coloro che considerano gli altri come generatori di tutte le cose che succedono loro. Il comportamento proattivo è di coloro che considerano sé stessi i generatori di tutte le cose che succedono loro.

“La differenza sta nel fatto che se ritengo gli altri i generatori di quello che mi accade, accetto la situazione così come è, anche se non mi va bene. Chiudo la mente” spiega Malaguti.
Il mio percorso di crescita è già finito, perché dovrei preoccuparmi di cambiare quello che sta succedendo se non dipende da me, ma dipende dagli altri?

Se invece, penso che ciò che mi accade dipenda da me, cercherò di sviluppare nuove abilità, nuove conoscenze e nuove capacità per far andare le cose come vorrei. Se penso che dipenda da me, cambierò le cose, il mio cervello continuerà a cercare soluzioni per quel problema. Una volta apportarti i cambiamenti, verificherò se il problema è risolto. Se ancora non lo è, mi troverò di nuovo davanti al bivio: proattivo o reattivo?

“Dipende da me” 

Il processo è iterativo: si migliora per step successivi. La perfezione è solo l’obiettivo finale irraggiungibile, ma cui tendere. E tu, pensi e agisci proattivamente?